gente da torreira


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durante muitos anos, e mais alguns espero, fotografei as gentes da torreira: no mar, na ria, nas ruas
 
há um amigo que gosta de das fotos fazer filmes, com as minhas fotos, e de outros também, e … fez mais este.
 
fica mais uma memória, mais uma viagem no tempo, que muitos tempos aqui estão.
 
obrigado a todos os que me deixaram fotografá-los e que sabem que nunca o fiz com outra intenção se não deixar a memória de um tempo e levar até mais longe, aos familiares emigrados, as imagens da terra e da família que tiveram de deixar.
 
um grande abraço do vosso amigo

“quando o mar trabalha” o fotofilme


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início dos anos 70

em 2018 publiquei o meu segundo livro, com o título ” quando o mar trabalha” – está esgotado. um amigo, o amigo de sempre, fez com as as fotos do livro o filme a que assististe.
mas o livro não era só fotos, eram também “falas”, por isso ficam aqui algumas palavras, algumas “falas”.
aqui ficam três
“caminho na areia
não sou daqui
estranho este chão macio
quase não chão
quero ver os meus irmãos
trabalhadores do mar
saber de outras fainas
venho de negro
a minha cor desde que
também eu amo o mar
por isso
até morrer
o venho sempre visitar “
“sou a que fica em terra
à espera dele
a que trabalha desde que as pernas
suportam o corpo
até que o corpo as não sinta
sou a que grita
quando o mar está bravo
o barco sobe na crista da onda
o arrais
bota! bota! bota!
sou a que se faz ouvir no nevoeiro
dizendo que a terra é aqui “
“este rosto vos deixo em testamento
riqueza única amealhada
em vida
sou todos os que foram
fui todos os que serão:
destino com porta virada para o mar
este rosto vos deixo
de ser eu
Pescador da Xávega
este rosto vos deixo
cuidai de o não esquecer “
outras há que muitas são as “falas” das fotos
o livro entretanto esgotou, agora só juntando no mínimo 20 pedidos se podem mandar vir mais.
obrigado a todos os que me permitiram fazer este livro, editado pela ” Almalusa” que se responsabilizou pelo design também, com o empenhamento pessoal, como é hábito, do meu amigo jorge pinto guedes.

josé gomes ferreira no dia mundial da língua portuguesa


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no dia mundial da língua portuguesa
um poeta fundamental e tão esquecido
josé gomes ferreira
 
o “poema X” é parte do conjunto “Panfleto contra a paisagem” de 1936-1937, inserto no livro “Poesia I”

“À memória de minha mãe”, leonora rosado


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“À memória de minha Mãe”, (RAQUEL D’ANRIQUE – 30.11.1945 – 27.01.2007) de leonora rosado, é o primeiro poema do livro “HÁ TÉNUES SINAIS DE CRISTAL NOS ESPELHOS”

as mulheres em alitia photographia


Fotografe e fotografi che hanno indugiato con i loro sguardi sul tempo ed il mondo delle donne. Chi ha colto nei loro occhi il fascino che da generazioni gli artisti fissano sulle loro tele, chi ha valorizzato la gestualità le loro mani. Mani che comunicano e lavorano, declinano accompagnandole le emozioni o stendono il bucato, mani che accarezzano, abbracciano, sollevano, custodiscono, che sostengono il capo mentre riflettono, che in modo sensuale e spontaneo si accarezzano i capelli, mani curate di giovani donne, mani vissute di donne invecchiate con grazia, le mani delle bambine curiose che siamo state, mani e braccia che seguono lungo i fianchi viaggi proiettati verso il futuro, mani che disegnano orizzonti in cui inoltrarsi col cuore e l’anima. Troverete donne che volgono il capo verso il passato per capire quale futuro scolpire con le proprie scelte, scoprirete sguardi che vi penetreranno fino in fondo disarmandovi, gli occhi di chi sostiene lo sguardo del proprio futuro senza farsi frantumare dai riflessi del passato che incombono sulla storia quotidiana di tutte le donne in ogni parte del mondo. Fotografe e madri che hanno guardato negli occhi le proprie figlie per riconoscersi e riconoscere le promesse fatte durante la gravidanza alla vita che cresceva dentro di loro. Fotografe che viaggiano per conoscere le donne di altre culture, per ritrovare quell’umanità struggente da condividere con l’altro senza confini ne mura da superare. Fotografi che amano e rispettano le donne e le hanno ritratte e sublimate attraverso la loro fascinazione, fotografi che hanno scoperto durante i loro viaggi che lo sguardo femminile possiede la stessa magia ed intensità a nord e sud dell’Equatore. Quale scelta migliore di quella operata dagli autori e dalle autrici che in ALITIA condividono le loro esperienze di vita attraverso scatti capaci di restituire l’esistenza delle donne da loro conosciute, incontrate e descritte, ricordate, amate, pronte a superare ogni sfida con la pacatezza negli occhi, la passione nel movimento delle loro mani, la curiosità verso la vita che le anima e che loro custodiscono dentro se stesse? Alle fotografe ed ai fotografi che ci hanno restituito l’universo femminile nei loro scatti, grazie per aver mostrato la determinazione e la passione di conoscere i propri simili, di credere nella differenza di genere come un valore aggiunto pronto a farci evolvere, crescere insieme. Un incontro emozionante visivamente e non solo, capace di proseguire oltre l’immagine stessa, laddove il mondo delle donne e quello degli uomini si fonde nelle esperienze comuni di vita vissuta unendo sensibilità, forza, creatività, per sancire la propria consapevolezza di appartenere a se stessi e di voler conoscere l’altro. Nell’obiettivo fotografico un’energia potente ha raggiunto l’anima dei soggetti ritratti, ogni autore/autrice ha donato a donne di ogni età, luogo e cultura un’attenzione disarmante ed una curiosità appassionata. Messaggi contro la violenza sulle donne, l’auspicio e la promessa di custodire, proteggere, valorizzare il loro presente si trovano in questi scatti. Quale modo migliore per render loro onore di fonderli in un video, il mio modo di ringraziarli di esistere così come sono, uomini e donne capaci di fotografare l’anima delle donne e del mondo in cui vivono. Fino a quando le donne riceveranno tale sguardo non dovranno mai temere le lunghe ombre del passato e saranno pronte a farle scomparire dal proprio futuro. Paola P.
 
Paola P.
 
Thanks to authors:
Rosita Lusignani, Alessandro Grilli, Loris Goudel, Luigi Greco, Marina Tomasi, Lore Inofa, Marco Diulgheroff, Carlo Antonio Atzori, Rosaria D’Asia, Roberto Canziani, Toni Fidanza, Giuseppe Basile, Pino Giuseppe Barreca, António José Cravo, Peder Aresvik, Brigitte Feijen, Alessandro de Nardis, Francesco Congedo, Gianluca Moretto, Luciana Trappolino, Marca Barone, Maria Grazia Formichella, Gianni Visaggio, Fabry Cara, Dino Frattari, Zarrelli Saverio, Laura Domenichelli, Giorgio Amendolara, Andrea Lupo, Giro Alv, José Ramón Domínguez Carnero, Mimmo Disamistade, Olivier Monmart, Paolo Bellisai, Saturas M.

1º de maio em alitia photographia


Thanks all authors,
grazie a tutti gli autori che nel tempo hanno pubblicato splendidi istanti in cui il lavoro umano è stato valorizzato e reso sacro in tutte le sue sfumature.
 
Da ogni parte del mondo, d’Europa, ecco uomini e donne al lavoro, giovani e vecchi, sfruttati o valorizzati, tramandando conoscenze e mestieri ai propri figli, ecco la storia delle donne attraverso le loro abilità, quella degli uomini attraverso i loro sforzi, la fatica che non conosce genere ne razza, religione o cultura. Ecco delle testimonianze accorate di chi ha guardato agli esseri umani raccogliendo gesti e sguardi con quella dignità propria di chi ama la natura umana e si avventura in essa.
Grazie a:
 
António José Cravo, Saro Di Bartolo, Isabel Faria, Francesco Congedo, Paolo Bellisai, Gregorio Greg Tommaseo, Zarrelli Saverio, Ugo Carminati, Francesco Olivieri, Luciana Trappolino, Mariano Zé, Mario Basta, Ajdono Majnejm, Nico Barberio, Dino Frattari, Francesco Caprino, Gilberto Fonseca, Magda Fulger, Natale Sandovalli, Laura Domenichelli, Giorgio Amendolara, Silvano Ruffini, Rosita Lusignani.Roberto Burchi.
 
Una poesia attualissima che propongo nella giornata in cui si celebra il lavoro come valore comune, come diritto, la dignità di un lavoro, di essere tutelati e garantiti nella salute, ecco un poeta capace di ricordarci di proteggere la libertà di scegliere cosa essere come individui e quali errori non ripetere quando la fame bussa alla porta, quando la guerra tra poveri è dietro l’angolo, quando il futuro appare incerto…
 
Paola Palmaroli
 
Lo sforzo umano di Jacques Prévert
 
Lo sforzo umano
non è quel bel giovane sorridente
ritto sulla sua gamba di gesso
o di pietra
e che mostra grazie ai puerili artifici dello scultore
la stupida illusione
della gioia della danza e del giubilo
evocante con l’altra gamba in aria
la dolcezza del ritorno a casa
No
Lo sforzo umano non porta un fanciullo sulla spalla destra
un altro sulla testa
e un terzo sulla spalla sinistra
con gli attrezzi a tracolla
e la giovane moglie felice aggrappata al suo braccio
Lo sforzo umano porta un cinto erniario
e le cicatrici delle lotte
intraprese dalla classe operaia
contro un mondo assurdo e senza leggi
Lo sforzo umano non possiede una vera casa
esso ha l’odore del proprio lavoro
ed è intaccato ai polmoni
il suo salario è magro
e così i suoi figli
lavora come un negro
e il negro lavora come lui
Lo sforzo umano no ha il savoir-vivre
Lo sforzo umano non ha l’età della ragione
lo sforzo umano ha l’età delle caserme
l’età dei bagni penali e delle prigioni
l’età delle chiese e delle officine
l’età dei cannoni
e lui che ha piantato dappertutto i vigneti
e accordato tutti i violini
si nutre di cattivi sogni
si ubriaca con il cattivo vino della rassegnazione
e come un grande scoiattolo ebbro
vorticosamente gira senza posa
in un universo ostile
polveroso e dal soffitto basso
e forgia senza fermarsi la catena
la terrificante catena in cui tutto s’incatena
la miseria il profitto il lavoro la carneficina
la tristezza la sventura l’insonnia la noia
la terrificante catena d’oro
di carbone di ferro e d’acciaio
di scoria e polvere di ferro
passata intorno al collo
di un mondo abbandonato
la miserabile catena
sulla quale vengono ad aggrapparsi
i ciondoli divini
le reliquie sacre
le croci al merito le croci uncinate
le scimmiette portafortuna
le medaglie dei vecchi servitori
i ninnoli della sfortuna
e il gran pezzo da museo
il gran ritratto equestre
il gran ritratto in piedi
il gran ritratto di faccia di profilo su un sol piede
il gran ritratto dorato
il gran ritratto del grande indovino
il gran ritratto del grande imperatore
il gran ritratto del grande pensatore
del gran camaleonte
del grande moralizzatore
del dignitoso e triste buffone
la testa del grande scocciatore
la testa dell’aggressivo pacificatore
la testa da sbirro del grande liberatore
la testa di Adolf Hitler
la testa del signor Thiers
la testa del dittatore
la testa del fucilatore
di non importa qual paese
di non importa qual colore
la testa odiosa
la testa disgraziata
la faccia da schiaffi
la faccia da massacrare
la faccia della paura.