selecção em “alitia photograpy”


ALITIA VIDEO – L’amore per la vita ai tempi del coronavirus –

Parafrasando il romanzo ” L’amore ai tempi del colera” dello scrittore sudamericano Gabriel García Márquez ho cercato delle immagini pubblicate in ALITIA PHOTOGRAFPHIA dalla fine di febbraio ad oggi per capire cosa è cambiato ai tempi del coronavirus. Negli sguardi dei fotografi e di tutti noi si trova un tempo dilatato, abbiamo avuto la possibilità di riflettere su quanto sta accadendo e di esprimere attraverso il linguaggio fotografico cosa ci manca, quali sono diventate le nostre priorità, cosa non vorremmo più sprecare ne perdere, a parte il tempo stesso!

Nel video ho messo in rilievo la realtà vista attraverso i vostri occhi e vissuta nelle profondità dell’anima da ognuno di noi. Abbiamo capito che non va più sprecato il tempo, che ci sono delle priorità che hanno a che fare con ciò che più conta per noi nella vita.

Per esempio camminare in mezzo alla gente, portare a spasso i propri nipoti per farli giocare e per stare insieme a loro, viaggiare, ritrovare il contatto con la natura, non sentirsi più minacciati da un nemico invisibile, toccare ed odorare i petali di un fiore, immergersi nel mare o poterlo vivere attraversandolo, facendosi lambire dalle sue acque, catturare un orizzonte e farlo proprio per continuare a sognare, accarezzare con la mano il ventre di una donna in attesa ed ascoltare il battito di due cuori che risuonano all’unisono, abbracciare chi si ama, gli amici, i propri genitori.

Proviamo nostalgia verso le risa dei bambini, il loro modo di affrontare nuovi sapori, nuovi odori, giorni, di giocare, di addormentarsi sfiniti in braccio a noi dopo aver vissuto fino all’ultimo respiro una giornata all’aria aperta. Ci ricordiamo l’ultima volta che li abbiamo visti mangiare un gelato, sudati e felici di trovarsi sulla spiaggia od nel parco cittadino con i propri genitori.

Alcuni di voi hanno espresso idee e preoccupazioni, desideri e sogni, sintetizzando in uno scatto quello che ci siamo sentiti raccontare giorno dopo giorno dai mass media. Ci avete trasmesso il vostro bisogno di tornare a lavorare, di andare a teatro od al cinema, di poter stringere di nuovo una mano, di dire addio con un abbraccio, di festeggiare insieme una nuova nascita, oppure di andare a mangiare una pizza con gli amici, di camminare per strada guardando chi ci viene incontro senza che il volto sia coperto da una mascherina, ascoltare i loro passi, riappropiarsi delle nostre citta, delle rive di un fiume, di quelle delle nostre vite.

Abbiamo tutti bisogno di veder tornare nelle strade a camminare i vecchi, rivederli seduti sulle panchine nei parchi a chiacchierare o presso i cantieri stradali ad osservare i lavori in corso, vederli incedere per i vicoli con la borsa della spesa, ritrovare le rughe di una, cento, mille vite nei loro sorrisi, vederli al bar mentre leggono il giornale al mattino, mentre giocano a bocce od a briscola con gli amici, mentre ballano o sono seduti al sole con gli occhi socchiusi, riscaldando il cuore e la pelle.

Non proviamo solo nostalgia per il mondo e la vita quotidiana che non è più uguale a prima, abbiamo anche imparato ad apprezzare quel che abbiamo, piccoli o grandi eventi che siano. La voce del silenzio per esempio rotta non più dai rumori del traffico ma dalla voce della natura. Abbiamo capito cosa conti veramente nelle nostre vite, quali siano le priorità da privilegiare.

Non diamo più per scontato nulla, non rimandiamo a domani quello che potremmo fare oggi, cerchiamo nella voce dei nostri cari, da cui siamo stati separati momentaneamente dalla quarantena, quelle sfumature che ci permettono di capire quale siano i loro sogni, desideri, paure, bisogni.

Siamo più attenti e meno superficiali, siamo implosi in un mondo che abbiamo sempre avuto dentro di noi e davanti ai nostri occhi. Stiamo imparando ad ascoltare e vedere in modo diverso, con i nostri occhi, quelli del cuore e della mente, ad essere protagonisti e non soggetti passivi del tempo che passa.

Perchè nulla sarà mai più come prima ma ciò che più conta è che noi per primi sapremo cosa salvare di quel “prima” e proiettarci insieme ad esso nel futuro che ci attende.

Grazie a tutti gli autori che hanno continuato a condividre i loro scatti, i loro sogni ed emozioni, mai come in queste ultime settimane i vostri mondi sono diventati anche i nostri facendoci viaggiare in luoghi straordinari, scoprire nelle nostre stanze cieli, profumi, gesti, mari, voci, presenze, idee, sentimenti, suoni, volti, colori, ombre e luci, umori…l’umanità che è in tutti noi.

Per chi è in quarantena, per chi lavora da casa, per chi esce solo per lavorare e far la spesa, per chi è separato dai propri cari, per chi vorrebbe viaggiare e lo fa leggendo un libro, guardando un film, od un documentario, per chi ha paura per il futuro oltre che per la propria salute, per chi ha perso un proprio caro, un amico od un conoscente… le vostre fotografie fermano il tempo e ci conducono per mano nei vostri mondi, un privilegio per ALITIA che accresce lo spirito di condivisione di una passione, la fotografia, che tanta parte ha sempre avuto per nutrire l’immaginazione, le idee, la creatività, la sensibilità.

Thanks all authors:

Aitor Arana Arruti, Marco Carnevali, Alessandro de Nardis, Alessandro Grilli, Federico Zanoni, Gianni Visaggio, Riccardo Ruberti, Jimmy Lu Bomir, Paolo Bellisai, Claudio Garofalo, Enrico Nocito, Rino Biccario, Yves Assouline, Ecaterina Kiss, Toni Fidanza, Marco Cappelletti, Mancini Alfredo, Luciana Trappolino, Francesco Congedo, Saro Di Bartolo, Makoto Saito, Marina Tomasi, Rosita Lusignani, Marca Barone, Erminio Vanzan, Roberto Burchi, Domenico Belfiore, Gregorio Greg Tommaseo, Mario Palombo, Yasuo Hirano, Mariano Zé. João Freire, Edoardo Billi, Zarrelli Saverio, Ivo Ferigra, Luciano D’Antonio, António José Cravo, Analua Zoé, Daniel Zagórski, Ugo Carminati, Brigitte Feijen, Pino Giuseppe Barreca, Riccardo Pinzone, Gianluca Moretto, Giuseppe Basile, Gian Bar.

 

 

crónicas da xávega (343)


o poema
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(torreira; 2010)

colhe de madrugada
as mais límpidas palavras
orvalhadas de sonho
no côncavo das mãos
sente-as crescer
sente-as
depois ergue os braços
entrega-as
à brisa da manhã
não importa se as conheces
sequer se as amas
liberta-as
serão elas o poema
que nunca escreveste
hasta siempre luís

hasta siempre luís


hasta siempre luís
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oeiras; 25 de outubro; 2008

no dia 25 de outubro de 2008, luís sepúlveda esteve numa livraria de oeiras para autografar a sua obra.
quando o soube enchi uma mochila com livros e resolvi ir estrear a minha nova nikon d80 a oeiras, o autor de ” o velho que lia romances de amor” era obrigatório.
o dono da livraria, ao ver-me com a mochila e a saca da máquina fotográfica, perguntou-me de onde vinha e disse-o a luís sepúlveda que, depois de alguns minutos de conversa, começou a escrever as dedicatórias nos livros que eu levara na mochila.
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oeiras; 25 de outubro; 2008

perguntei se o podia fotografar, consentiu, e a seguir o dono da livraria perguntou-me se eu queria que ele nos tirasse uma fotografia aos dois.
desses momentos, ficam estes registos.
hoje, vou voltar a reler “o velho que lia romances de amor” e estar mais uma vez e sempre com luís sepúlveda
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oeiras; 25 de outubro; 2008

os moliceiros têm vela (397)

os moliceiros têm vela (397)


emergência
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torreira; s. paio; 2014

 
as palavras
o silêncio
estar aqui
não basta
 
caminho como se
sou como que
 
tu ficas sempre
do outro lado
 
o tempo não se repete
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torreira; s. paio; 2014

 

crónicas da xávega (342)


uma rede incerta
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torreira; 2012

 
morde por dentro
a incerteza dos dias
 
por sobre o vazio uma rede
muitas redes
alguns nós
tanto eu
 
morde por dentro
a incerteza dos dias
 
há ainda o mar e um
navio ao longe
ao longe
parte
 
nunca ser barco
foi tão urgente
 
por sobre o vazio
uma rede
incerta
 
os moliceiros têm vela (396)

os moliceiros têm vela (396)


aos que partiram
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torreira; s. paio; 2011

 
conversam comigo
como no tempo em que fomos
 
recusei vê-los
recusarei sempre
quando já não
 
preservo-lhes a vida
dentro da memória que sou
 
converso com eles mesmo se
debaixo de terra diante de mim
lembro-os lembrando-nos
 
sou os que foram comigo
serão sempre até que eu
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torreira; s. paio; 2011

 

crónicas da xávega (341)


sinto muito

 

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do sentir às palavras
que o dizem
os poetas
 
escrevo apenas
porque é outra forma
de estar comigo
 
sei que não me traio
sinto muito
as palavras dos outros
 
sinto muito
que sejam o que são